Avvenire Medico n. 2 - 2013
di Domenico Montemurro - Anaao Giovani
L’e-health è letteralmente applicazione delle moderne soluzioni e tecnologie informatiche di rete alla salute e alla sanità. Un’evoluzione che non si limita all’utilizzo di Internet per la comunicazione tra le strutture sanitarie e il paziente, ma che cambia anche il rapporto tra cittadino e medico, sanità e medicina. Il termine può quindi comprendere una vasta gamma di significati i cui limiti possono essere da una parte la medicina/healthcare e dall’altra l’informazione tecnologica.
Cartella clinica elettronica, telemedicina, fascicolo sanitario elettronico, modelli di gestione paperless e filmless, le app mediche, rappresentano innovazioni che disegnano il nuovo volto dei sistemi sanitari e cambiano radicalmente l’approccio alla cura del malato. È chiaro che una rivoluzione alla Silicon Valley, dovrebbe comportare la ferma volontà del legislatore di investire risorse e definire regole condivise all’interno di un libero mercato. L’informatizzazione per realizzarsi a tutto tondo dovrà passare attraverso una sana competizione tra stakeholders, evitando da una parte di considerarla come la panacea di tutti i mali, e al contempo di considerarla un miraggio nel deserto.
Siamo in un’epoca in cui bisogna uscire dalla logica regionale per inserire l’innovazione tecnologica (ICT) in un framework nazionale ed europeo. Queste tecnologie migliorano il servizio erogato in ambito di sanità digitale e non, a favore di una maggiore efficienza e offrono benefici concreti: i pazienti ad esempio non devono più andare in ospedale. Siamo ancora lontani! Rispetto all’utilizzo delle nuove tecnologie mHealth vi sono criticità difficilimente superabili: scarsa e difficile intergrazione delle diverse e numerose nuove tecnologie, connessa necessità di garanzie rispetto al livello di privacy e sicurezza dei dati in presenza di un vuoto normativo e legislativo. Dimensione e complessità del sistema sanitario già caratterizzato da grande estensione e frammentazione: questo fatto rende difficile identificare dove effettivamente risieda il potere decisionale. Infine un problema fondamentale deriva dalla riluttanza degli stakeholder a finanziare i prodotti mHealth perché non vedono il vantaggio che può potenzialmente derivare da investimenti in questo settore.
Una ricerca condotta nel 2011 con finalità di marketing su quasi 4mila medici americani ha mostrato che oltre l’80% di loro possiede un tablet o uno smartphone e circa la metà di coloro che non lo possiedono è intenzionato ad acquistarlo, L’Italia detiene il primato della penetrazione degli smartphone nella popolazione generale con ben il 32%, e quindi come in tanti altri campi anche nell’ambito della medicina l’uso di app, software agili e veloci, sta dilagando. Una cosa è certa la salute a portata di mano attraverso uno smartphone può essere un mezzo per implementare le nostre conoscenze mediche e fungere da connettore con l’e-health.

















