Segretario Regionale: Luca Barutta

Dirigenza Medica n. 6/2014
Intervista a Domenico Montemurro Responsabile Nazionale Anaao Giovani

Dottor Montemurro, quali sono le principali criticità del suo settore?
Una prima criticità è la formazione. Una cattiva formazione porta al precariato giovanile e questa è la seconda criticità. Il terzo problema è la scarsa conoscenza dei giovani del sindacato e il quarto sono i precari che non hanno un contratto degno di questo nome e quindi c’è la necessità che venga rivisto, in modo da essere più flessibile, con maggiori tutele.

Proposte per superarle?
Prima di fare delle proposte occorre dare dei numeri. Partire quindi da un censimento che ora non esiste sul numero dei precari, sul numero dei contratti atipici, su quali sono le specialità divise per regione. Una volta fatto il censimento, che coinvolge i coordinatori regionali di settore e i coordinatori aziendali di settore Anaao giovani, occorrerà costruire un documento-proposta, un Libro Bianco, che sulla base di questi numeri possa costruire un'ipotesi di contratto di lavoro per superare l’impasse del precariato. Altra proposta è sicuramente quella della formazione. Lo specializzando dovrà seguire un percorso formativo, negli ultimi due anni, all’interno delle strutture per garantire da una parte un profilo previdenziale, che in questo momento non ha, e dall’altra parte per costruirsi una carriera professionale, infine per imparare negli ospedali dove andrà a lavorare. Per quanto riguarda lo scarso interesse per il sindacato occorre mettere i giovani davanti ai problemi che li attendono e di cui non sono consapevoli. L’Università li forma senza farli uscire come se fungesse da cuscinetto. Devono invece capire cosa li aspetta e quali sono le criticità del sistema per risolverle. Infine sul contratto, si parte dalla base per diventare nazionale. Non si può pensare ad un contratto di lavoro diverso se non vengono ascoltati i ragazzi e quindi dalla base devono venire le proposte per il tipo di contratto che loro vogliono. A quel punto la voce diventa nazionale.

Quali vede invece come urgenze?
La carenza di personale che da qui ai prossimi dieci anni è da sostituire.
Quindi superare il blocco del turn over perché se non viene fatto a fronte dei pensionamenti massicci che ci saranno il sistema rischia il collasso e non si può pensare di chiudere ospedali interi. Questa è un’urgenza immediata, c’è poi l’urgenza formativa che deve passare attraverso una formazione capillare dei medici. Importante per questa programmazione è che le regioni non barino sui numeri, pompando su specialità mancanti che in verità mancanti non sono.

Le sue parole d’ordine?
Impegno, dedizione e concretezza nelle proposte.

Dirigenza Medica
Il Testo del nuovo CCNL
Il contratto di lavoro dei medici e dirigenti sanitari per il triennio 2022-2024