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Doctor33 - 18 settembre 2014

«Rendere consapevoli i decisori politici dell’attuale situazione della formazione medica in Italia»: è questa la motivazione con cui il responsabile dell’Anaao Giovani Domenico Montemurro ha redatto con Fabio Ragazzo, anch’egli esponente del direttivo nazionale, un ampio articolo che esamina l’accesso al corso di laurea a medicina, la specializzazione e il successivo impiego all’interno del Ssn.
«Quello che è importante e che abbiamo sottolineato più volte, anche con una petizione su change.org, - dichiara Montemurro – è la mancanza di un flusso informativo omogeneo tra le diverse banche dati (Miur, Cineca, Alma Laurea, Regioni, Ordini professionali). Senza sapere quanti sono i pensionamenti dei medici non è possibile fare una corretta programmazione e determinare il corretto numero di accesso alla Scuola di Medicina e alle Scuole di Specializzazione».
Insomma, i contratti di formazione vengono distribuiti secondo un dato storico e non in base all’effettivo fabbisogno, al numero di persone che vanno in pensione, alle realtà regionali e agli standard ospedalieri. «Inoltre – aggiunge Montemurro – questo avviene in contrazione di contratti; quest’anno il Miur ha assegnato alle diverse scuole di specialità un ridottissimo numero in più di contratti (+0,7%): sono i soliti 3.300 (dato simile a quello dell’anno accademico 2010-2011) a cui si aggiungono quello delle Regioni e di altri enti per arrivare a 5504».
Il documento stronca il modello francese proposto dal ministro Giannini per l’ammissione alla Scuola di medicina: «Non risolve i problemi e le università non hanno né le strutture né i docenti per garantire una formazione di qualità».
Un ultimo punto riguarda il concorso nazionale per l’accesso alle Scuole di Specialità: «Si potrebbe ipotizzare - propone l’Anaao Giovani – una modifica del d. lgs 368/99 che attualmente sancisce che il concorso di specializzazione si svolga per tipologia e guardare per esempio al modello spagnolo, in cui la scelta della scuola e della sede universitaria avvengono successivamente alla pubblicazione della graduatoria, convocando i candidati».

Renato Torlaschi