Segretario Regionale: Luca Barutta

L’Arena – 27 maggio 2016
L'assessore regionale rassicura dopo le numerose sollecitazioni, ma nulla si muove
I posti letto sono pronti però restano inutilizzati per questioni burocratiche. Tosi: «Spiegazioni subito o ci pensa la Corte dei Conti»

Alcune assunzioni sono già state effettuate, i posti letto sono stati liberati e da mesi ormai sono vuoti, le strutture sono state predisposte. Tutto è pronto, nei centri dell'Ulss 20 accreditati, per aprire i nuovi ospedali di comunità, realtà intermedie che accoglieranno i pazienti dimessi dagli ospedali, una volta terminata la fase acuta e prima che siano pronti per un rientro in famiglia o in casa di riposo. Ma dalla Regione manca l'ultimo assaggio burocratico, l'accreditamento, indispensabile per la partenza.

La presidente dell'Istituto Assistenza Anziani Anna Maria Leone ha lanciato nei giorni scorsi un appello perché «vengano rimesse al centro delle politiche sociali le fasce deboli della popolazione», con l'auspicio «di arrivare il più presto possibile a una soluzione per far partire gli ospedali di comunità, che potrebbero portare risposte alle famiglie in difficoltà».

Ma da Venezia arriva solo qualche laconica rassicurazione. «Non ci sono intoppi di nessun genere», commenta l'assessore regionale alla Sanità Luca Caletta «Ci stiamo lavorando e la questione sarà risolta a breve». Una data, anche solo indicativa, però non viene fornita.

Sulla questione era intervenuto anche il sindaco Flavio Tosi, che la scorsa settimana ha inviato una lettera al presidente della Regione Luca Zaia e all'assessore veneto alla sanità Luca Coletto (entrambi ex compagni di partito nella Lega) nella quale li diffidava a voler disporre la pronta adozione dei necessari provvedimenti finalizzati all'attivazione dei posti letto negli ospedali di comunità del territorio veronese». Ma da allora nulla si è mosso.

Nel territorio dell'Ulss 20, in particolare, queste strutture di ricovero intermedie dovrebbero garantire, al loro avvio, 82 posti letto: 26 posti all'Istituto assistenza anziani, 28 posti al Centro Le Betulle e 28 posti nell'unità per la riabilitazione Pia Opera Ceccarelli. «Queste realtà, private e pubbliche, hanno investito e fatto assunzioni perché si doveva partire al più presto e invece la Regione sta tenendo tutto fermo», torna all'attacco il sindaco.

«Ciò implica un disagio per gli anziani e uno spreco di denaro perché, in assenza di queste strutture, tutti i pazienti sono costretti ad andare a casa o a rimanere ricoverati nei reparti degli ospedali, con spese inevitabilmente più elevate». I conti sono presto fatti. Un posto letto in medicina interna costa giornalmente al sistema sanitario 250 giuro in più rispetto all'ospedale di comunità (400 euro circa il primo, 135 il secondo).

«Questo ritardo costa dunque ai cittadini veneti più o meno 25 mila euro al giorno, 750 mila euro al mese», osserva Tosi. «L'assessore Coletto dovrebbe almeno fornire qualche spiegazione. Attenderò ancora alcune settimane, ma nel caso la situazione non si sbloccasse, ho intenzione di rivolgermi alla Corte dei conti».

Manuela Trevisani

Dirigenza Medica
Il Testo del nuovo CCNL
Il contratto di lavoro dei medici e dirigenti sanitari per il triennio 2022-2024