(Arv) Venezia 2 agosto 2016
“Questa parte della riforma ha un impatto diretto sui cittadini: vogliamo una legge che non guardi solo agli uffici ma che porti benefici ai veneti per quanto riguarda i servizi sul territorio”. Minoranza compatta alla vigilia della seconda fase della partita sul Pdl 23, dopo quella sull’Azienda Zero che si è chiusa la scorsa settimana. L’elenco delle richieste presentate alla maggioranza arriva infatti all’unanimità da Partito Democratico, Lista Moretti, Veneto Civico, Fare, Area Popolare e Movimento 5 Stelle. Un pacchetto che vede al primo dei 13 punti i criteri generali per la definizione delle Ulss, da ridurre da 21 a 9 nel Pdl 23 originario, una per provincia tranne Venezia e Vicenza con due. I gruppi di minoranza chiedono di rivedere questa decisione sulla base dei numeri e dei flussi di utenza. Le altre istanze sul tavolo riguardano poi l’attivazione della medicina di gruppo integrata e l’aumento del 20% dei posti letto negli ospedali di comunità entro il 2017, la copertura del fabbisogno di personale medico negli ospedali, l’incremento della quota sanitaria per le Ipab, l’esenzione dei ticket, il mantenimento del ruolo delle Conferenze dei sindaci per le politiche sociali e della non autosufficienza, il congelamento delle schede ospedaliere fino al 2019, oltre alla garanzia delle cure odontoiatriche gratuite (per disoccupati, titolari di assegni sociali e pensione minima e i loro familiari) e agevolate per i redditi fino a 29mila euro. “Ancora una volta si tratta di proposte concrete e non di ostruzionismo, per una riforma che possa davvero migliorare la qualità della sanità per tutti i veneti”.
















