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Il Gazzettino – 28 gennaio 2018
L’accusa: «Coperte altre responsabilità»

ILCASO

PADOVA Furbetti del cartellino? L'Anaao Assomed del Veneto, Associazione medici dirigenti, ritiene che dopo lo scoppio del "caso Litta", dal quale si evince in modo inequivocabile che non ci sono stati adeguati controlli, Regione e Aziende sanitarie abbiano «arditamente pompato la vicenda dei furbetti del cartellino, anche se in oltre il 90% dei casi le contestazioni sembra siano dovute a mera dimenticanza della timbratura sen-za alcuna volontà di dolo». Cosa che ha, parole del segretario regionale Anaao, Adriano Benazzato, «ignobilmente favorito una generalizzata "criminalizzazione" mediatica dell'intera categoria della dirigenza medica al fine di cercare di coprire le evidenti responsabilità per non adeguati o mancati controlli». Nella sola Azienda ospedaliera di Padova si parla di 110 "medici distratti" tra il 2015 e il 2016 e di un'altra cinquantina ipotizzati smemorati nel 2017, anche se le verifiche si concluderanno dopo l'estate. «La proposta di modifica delle timbrature della libera professione intramuraria dei medici espressa da Zaia, conseguente alla situazione venutasi a creare con i "furbetti del cartellino", nonostante le attività della libera professione dei medici siano to-talmente tracciate dal punto di vi-sta informatico - afferma Benazzato - è da respingere al mittente». L'ipotesi regionale che propone la sottrazione all'orario per l'attività istituzionale del tempo di occupazione o "affitto" dell'ambulatorio utilizzato per la libera professione, indipendentemente dal suo pieno utilizzo, sarebbe secondo l'Anaao, «molto penalizzante per la maggior parte dei medici che praticano la libera professione intramoenia nella nostra regione, in modo minore per i grossi "produttori" cioè professori universitari, direttori di clinica e di unità operativa complessa, che sono una sparuta minoranza (3/4%), in modo insostenibile per gli altri, piccoli "produttori" (il 96/97%) che sarebbero costretti a pagare anche quando il paziente disdice l'appuntamento all'ultimo minuto o non si presenta. La maggioranza dei colleghi, quindi, che pratica attualmente la libera professione intramoenia e che ha un fatturato annuo inferiore agli 8 mila euro, circa il 70%, sarebbe costretta prima o poi a rinunciare ad esercitarla o ad aumentare le tariffe, rischiando di andare fuori mercato».

Federica Cappellato