Deliberazione della Giunta Regionale del Veneto - novembre 2004
Allegato n. 1
LINEE DI INDIRIZZO PER LA COSTITUZIONE DELL'AREA VASTA
1. PREMESSA
Le 21 Aziende ULSS e le 2 Aziende Ospedaliere che costituiscono elemento
caratterizzante del Sistema Socio Sanitario Regionale veneto, mostrano
alcuni elementi di criticità organizzativa e gestionale che richiedono
un attento esame sulla realtà esistente, al fine di individuare
possibili soluzioni a tali tematiche.
Il perdurare di una eccessiva estensione e frammentazione della rete
ospedaliera del Veneto; il conseguente ricorso al sistema dell'offerta
ospedaliera con l'elevazione del tasso di ospedalizzazione; la
disomogeneità organizzativa e di impiego efficace ed efficiente delle
risorse assegnate sia all'assistenza ospedaliera sia all'assistenza
territoriale che, nel corso degli ultimi anni ed in particolare nel 2004, è
stata oggetto di rilevanti investimenti finalizzati proprio al contenimento
dell'utilizzo dell'ospedale, hanno portato la Regione del Veneto a un
fabbisogno di risorse economiche da dedicare al settore socio-sanitario
sempre più rilevante.
La Giunta Regionale si ripropone pertanto di procedere all'attuazione della
programmazione in forma più organica, obiettivo di non facile attuazione,
anche attraverso atti amministrativi, suggeriti nel presente documento di
indirizzo, che consentano una collaborazione tra aziende limitrofe al fine
di ridurre il consumo di risorse e ottimizzare l'efficienza, l'efficacia e
l'appropriatezza di cura delle stesse, pur continuando a rispondere alla
crescente domanda di bisogni sanitari attraverso la garanzia dei LEA.
Ciò può essere raggiunto in particolare attraverso la condivisione di
processi gestionali volti a migliorare l'interazione tra aziende facenti
capo ad una stessa area ( definibile fin d'ora come AREA VASTA), non solo
relativamente ai processi tecnico amministrativi, ma anche per alcune
funzioni, nonchè attraverso un nuovo sistema di rapporti tra le Aziende che
compongono l'area vasta e le Aziende Ospedaliere.
Già in alcune realtà venete si possono notare sforzi volti a
formulare linee di intervento comuni tra le aziende ( esperienze delle
province di Treviso e di Vicenza, rapporti sempre più organici tra Azienda
Ospedaliera di Padova e ULSS 16); appare perciò opportuno individuare le
aree verso le quali si ritiene che le aziende sanitarie del Veneto possano
operare, anche a partire dai modelli sperimentali attualmente in essere.
Il presente documento vuole essere un indirizzo non solo finalizzato alla
riduzione dei costi e più in generale alla razionalizzazione delle
risorse, ma anche atto a favorire processi organizzativi sperimentali in
ambiti territoriali sovra aziendali, fermo restante, ovviamente, l'attuale
programmazione sanitaria regionale. Per tale ragione lo stesso acquisisce
valore di provvedimento quadro, che identifica i contesti con i quali gli
ulteriori provvedimenti di Giunta e i conseguenti provvedimenti delle
direzioni aziendali dovranno raccordarsi per la
ridefinizione-riorganizzazione delle modalità di erogazione delle
prestazioni assistenziali ospedaliere e residenziali.
2. CONFIGURAZIONE DELL'AREA VASTA
Esaminate le esperienze presenti sul territorio veneto già citate (a
Treviso, a Vicenza e a Padova) e considerate le esperienze già
impostate in altre regioni (come ad esempio nella Regione Toscana), è
possibile ipotizzare quale possa essere la dimensione territoriale ottimale
di ciò che abbiamo definito come "Area Vasta".
Avendo il Veneto 7 province, di cui 5 con circa 800.000 abitanti, si
potrebbe ipotizzare che il livello ottimale su cui poter considerare di
costituire l'area vasta sia quello provinciale. Tuttavia, per funzioni che
richiedano bacini di utenza di almeno 1.000.000 di abitanti, è ipotizzabile
un secondo livello di interesse sovraprovinciale o regionale (in
quest'ultimo caso ponendo particolare attenzione ai problemi che potrebbero
sorgere in termini di condivisione delle risorse).
In questa definizione dell'area vasta di livello provinciale, si potrebbe
immaginare un sistema regionale in cui le due province con minore
popolazione potrebbero collaborare in maniera privilegiata con le province
immediatamente limitrofe (la provincia di Belluno con quella di Treviso, la
provincia di Rovigo con quella di Padova). Verrebbe a costituirsi così,
secondo queste ipotesi, un sistema costituito da 5 macro aree
complessivamente autonome per quanto riguarda le capacità erogative,
fatte salve le funzioni di livello sovraprovinciale.
Occorre pertanto considerare la necessità di definire protocolli
gestionali-organizzativi condivi si tra le Aziende rientranti nelle aree
vaste che devono fondarsi su principi e criteri indicati a livello Regionale
e comuni per le Aziende del Veneto, che costituiscono gli elementi
caratterizzanti dell'holding regionale, in conformità agli atti di
programmazione regionale, ed in particolare alla DGRV n. 3223/02.
Di seguito si riporta una esemplificazione dei protocolli che potrebbero
essere sviluppati nei singoli livelli:
Aziendale:
- Implementazione di standard uniformi di utilizzo della tecnologia;
- Perseguimento del più alto grado di standardizzazione dei presidi medico
chirurgici utilizzati dalle varie Unità Operative;
- Definizione di protocolli diagnostico terapeutici che minimizzano il
ricorso inappropriato alla duplicazione delle procedure diagnostiche;
Area Vasta:
- Descrizione di servizi che partecipano ai singoli processi
diagnostico-terapeutico-riabilitativi con l'esplicitazione della loro
reciproca funzione e collocazione nella rete di assistenza di area vasta;
- Sviluppo di un efficiente ed efficace sistema di comunicazione, di
logistica e professionale, anche ai fini del miglioramento dei percorsi
assistenziali;
- Definizione delle autonomie e delle responsabilità gestionali e
tecnico-professionali assegnate a ciascuna struttura della rete di area
vasta;
Regionale:
- Definizione e norme sui dipartimenti interaziendali;
- Definizione della rete dell'alta tecnologia;
- Definizione delle regole di finanziamento delle singole Aziende
considerando le funzioni svolte nell'ambito dell'area vasta;
TIPOLOGIE DI INTESA
Partendo dal presupposto che il livello di riferimento potrebbe essere
quello citato (provinciale), tranne per alcune specifiche realtà
operative (si veda il punto successivo), i modelli giuridici con i quali i
moduli dell'area vasta potrebbero integrarsi sono i più vari:
a- ACCORDI GENERALI TRA AZIENDE CONTIGUE APPARTENENTI ALLA STESSA AREA;
b- LINEE PROGETTUALI IN GRADO DI COINVOLGERE PIU' AZIENDE;
c- STRUTTURAZIONE DI DIPARTIMENTI INTERAZIENDALI;
d- ACCORDI INTEGRATIVI SU FUNZIONI DI LIVELLO REGIONALE.
Va inoltre ricordato che, mentre le intese raggiunte a livello
interaziendale (sub-area vasta) potranno essere siglate semplicemente
mediante convenzioni tra aziende, le intese a livelli territorialmente più
complessi (provinciale/ regionale) saranno oggetto di formale presa d'atto
da parte della Giunta Regionale.
In modo particolare, gli obiettivi che potrebbero essere perseguiti con gli
strumenti di intesa elencati potrebbero essere:
a- la pianificazioni di strategie aziendali in un'ottica regionale e
provinciale;
b- il coordinamento delle attività in alcuni ambiti sanitari, al fine
di evitare inutili e costose duplicazioni, realizzando, al contrario,
politiche volte a obiettivi di eccellenza;
c- le collaborazioni, per attività quali la formazione del personale e
la gestione di rapporti con le Università e con le Aziende
Ospedaliere, allo scopo di assicurarne l'integrazione;
d- la gestione concordata di alcune funzioni nell'area dei servizi al fine
di giungere ad innovazioni gestionali;
e- la collaborazione nell'area sanitaria, sociale ed amministrativa per
realizzare economie di scala;
f- la proposta agli utenti di una visione provinciale dei servizi sanitari,
migliorando la possibilità di accesso ai cittadini (es: CUP
provinciale).
Si propone come referente dell'area vasta un COORDINATORE nominato
pro-tempore dai Direttori Generali delle aziende ULSS e ospedaliere facenti
parte della medesima.
Per sottolineare le peculiarità delle aziende ospedaliere di Padova e
Verona, nell'ipotesi di area vasta sopra esposta, si potrebbe ipotizzare che
i relativi Direttori Generali, o loro delegati, partecipino di norma alle
attività dei Coordinamenti d'Area, allo scopo di favorire i momenti
integrativi sulle Alte Specialità .
4. TIPOLOGIE DI INTERVENTO
Progetti e tematiche sotto riportati non costituiscono in alcun modo
superamento della programmazione definita dal quadro normativo regionale,
bensì indirizzi di intervento e riorganizzazione da sviluppare nell'ambito
delle autonomie aziendali.
I progetti di intervento dovrebbero comprendere:
a- progetti collaborativi sulle modalità erogative dell'assistenza
ospedaliera;
b- progetti collaborativi sulle modalità erogative dell'assistenza
territoriale;
c- progetti collaborativi sulla farmaceutica;
d- definizione di un sistema di monitoraggio per definire
l'efficacia/efficienza degli obiettivi assunti dall'area vasta.
5. AREE TEMATICHE
Nella definizione delle priorità collaborative sugli aspetti
gestionali su elencati, alcune aree tematiche, sia relative alla sfera
amministrativa che a quella sanitaria, appaiono essere fin da questo momento
individuabili, almeno in via esemplificativa:
AREA AMMINISTRATIVA
TEMATICHE DI AMBITO INTERAZIENDALE ("SUB - AREA VASTA")
1. Coordinamento di iniziative locali in termini di acquisti
2. Iniziative di comunicazione e collaborazione tra gli enti
TEMATICHE DI COMPETENZA DELL'AREA VASTA PROVINCIALE
1. Il bilancio di Area Vasta
2. Progetto Regionale Acquisti (strategie comuni d'acquisto)
3. Gestione del personale, concorsi, stipendi e pensioni
4. Tematiche relative a progetti in ambito europeo
TEMATICHE DI COMPETENZA SOVRAPROVINCIALE O REGIONALE
1. Codifiche regionali uniche per i beni ed i servizi oggetto di procedura
di gara per acquisti
AREA SANITARIA
TEMATICHE DI AMBITO INTERAZIENDALE ("SUB - AREA VASTA")
1. Fermo restando il completo sviluppo del modello dipartimentale aziendale
nelle forme più opportune per l'ottimizzazione dell'erogazione dei servizi,
ai sensi della DGRV n. 3574/2001, aziende limitrofe possono sviluppare forme
di collaborazione finalizzate al miglioramento del processo assistenziale e
alla razionalizzazione dell'utilizzo delle risorse. Tali collaborazioni
vanno definite utilizzando il modello del dipartimento funzionale
inter-aziendale o mediante la stipula di specifici accordi inter-aziendali e
possono riguardare talune specialità , quali:
- Cardiologia;
- UCIC;
- Nefrologia;
- Neurologia;
- Stroke Unit;
- Urologia;
- Oncologia;
- Geriatria;
- Oculistica;
- Otorinolaringoiatria;
- Pneumologia;
- Riabilitazione;
- Istologia e Anatomia Patologica
TEMATICHE DI AREA VASTA PROVINCIALE
1. Sviluppo di protocolli per la messa in rete di specialità e di
tecnologia secondo il modello di specialità di riferimento (Hub) e
specialità collegate (Spoke) alle quali compete la selezione, l'invio
e la "ripresa in carico" dei pazienti. Nei protocolli deve essere anche
previsto l'utilizzo della tecnologia delle specialità di riferimento
da parte di equipe delle specialità collegate al fine di consentire la
crescita professionale e la continuità assistenziale. Tali protocolli
possono essere previsti per le specialità di :
� Cardiologia (PTCA e diagnostica avanzata);
� Pediatria (con Terapia intensiva neonatale e diagnostica avanzata).
2. Specialità che di norma, salvo particolari condizioni
geografico-ambientali, necessitano di bacini di utenza riconducibili
generalmente alla dimensione provinciale, di protocolli di trasferimento del
paziente in specialità più generali (es: medicina generale, chirurgia
generale, terapia intensiva, ecc.) ma più vicine alla residenza dello stesso
per la continuazione delle cure. In particolare si segnalano:
- Chirurgia Maxillofacciale;
- Chirurgia Pediatrica;
- Chirurgia Plastica;
- Chirurgia Vascolare;
- Dermatologia;
- Ematologia;
- Fisica sanitaria;
- Gastroenterologia;
- Malattie infettive e tropicali;
- Malattie metaboliche;
- Medicina del lavoro (con unità di degenza);
- Medicina dello sport (con unità di degenza);
- Medicina legale;
- Medicina nucleare;
- Microbiologia e virologia;
- Neurochirurgia;
- Pneumologia;
- Radioterapia;
- Terapia intensiva neonatale;
- Trasfusionale.
3. La Residenzialità extra ospedaliera
4. La Gestione della Politica del farmaco
5. I Patti di area vasta coi MMG
6. Le Attività di Prevenzione
TEMATICHE DI COMPETENZA SOVRAPROVINCIALE O REGIONALE
1. Sviluppo di specialità a valenza di area vasta con protocolli di
trasferimento del paziente in specialità più generali (es: medicina
generale, chirurgia generale, terapia intensiva, ecc.) ma più vicini alla
residenza del paziente per la continuazione delle cure. In particolare:
- Trapiantologia;
- Cardiochirurgia;
- Reumatologia;
- Chirurgia toracica;
- Riabilitazione intensiva specialistica;
- Centri Ustioni;
- Malattie Rare;
- Oncoematologia e Alte Specialità Pediatriche;
- Sistema dell'Emergenza Urgenza;
- Laboratoristica di alta complessità .